Il ruolo dei servizi di consulenza nel processo decisionale degli agricoltori per l’innovazione nella gestione dei beni comuni

Italia, Udine

Regione

Udine è una provincia della regione Friuli Venezia Giulia, nell’Italia nord-orientale. Si tratta di un’area piccola e diversificata in cui il settore agricolo è molto avanzato per alcuni settori (viticoltura), mentre altri settori (in particolare i seminativi) soffrono di limiti strutturali e della mancanza di strutture di trasformazione organizzate.

Mappa della regione

A causa del numero limitato di giovani agricoltori, la regione tende ad avere una mentalità conservatrice che influenza lo sviluppo delle aziende agricole locali. La tipica azienda agricola è di piccole e medie dimensioni con circa 10 ettari, anche se le aziende più grandi e più innovative sono sempre più comuni. L’interesse per l’innovazione sociale e le nuove forme di marketing sta quindi crescendo.

Focus dello studio

Lo studio si è concentrato sulle esperienze di iniziative bottom-up per la gestione delle terre comuni a Udine. Queste sono nate dal desiderio delle comunità locali di adottare pratiche agricole più sostenibili e si basano su piccole aziende agricole a conduzione familiare e su aziende agricole per hobby. Questa dimensione rende più facile, o almeno meno rischioso, diventare economicamente sostenibili. Le iniziative per la gestione dei terreni comuni a Udine sono tutte a base locale, con una bassa impronta di carbonio e una ridotta produzione di rifiuti. Creano la sensazione che le piccole azioni locali contino in risposta agli enormi problemi del cambiamento climatico e della tutela dell’ambiente.

Tuttavia, queste iniziative sono poco conosciute e hanno ricevuto poco sostegno all’interno del sistema di consulenza standard. La mancanza di competenze tra gli attori di AKIS ha motivato lo sviluppo di ulteriori iniziative, gruppi e reti per sostenere l’innovazione nella gestione delle terre comuni. Il DES (Distretto di Economia Solidale) “Pan e Farine dal Friûl di Mieç” è una cooperativa di comunità della regione Friuli Venezia Giulia. Il suo obiettivo è gestire i terreni comuni, migliorare l’uso delle risorse naturali e proporre esempi di nuove catene di valore innovative e sostenibili per i prodotti locali.

Nel 2016, il DES ha lanciato un’iniziativa “grano-farina-pane” con gestori di terreni comuni, agricoltori part-time e agricoltori per hobby, un’azienda molitoria, panifici e cittadini locali. I partecipanti hanno attuato una combinazione di diverse innovazioni: a) gestione biologica dei terreni agricoli, b) utilizzo delle varietà di grano più adatte e c) diversificazione delle colture. Per implementare le innovazioni, i partecipanti hanno avuto bisogno di un costante supporto di consulenza. L’esperienza del DES ha evidenziato che i migliori risultati si ottengono attraverso il contatto diretto tra un agricoltore e un consulente, oltre a workshop in cui i consulenti portano informazioni e stimolano la condivisione. Gli strumenti online, gli incontri a distanza o le newsletter non hanno ottenuto l’impatto desiderato.

Il supporto continuo dei consulenti è ancora necessario, ma non è possibile finanziarlo dalla catena di valore “grano-farina-pane”. È necessaria l’assistenza finanziaria del Piano di Sviluppo Rurale o di altri fondi del progetto.

L’intero report (in inglese) è qui


Partner e referente

VINIDEA SRL

Davide Zimolo, info@des-mediofriuli.it


Lezioni apprese

  1. In regioni come il Friuli Venezia Giulia, esistono ancora molti approcci diversi alla gestione delle terre comuni, che coinvolgono direttamente le terre comuni o che riuniscono agricoltori che gestiscono insieme una filiera alimentare. Questi approcci rappresentano un punto di partenza positivo per lo sviluppo di progetti alimentari sostenibili a livello locale e iniziano a stimolare lo sviluppo di nuove competenze e di nuovi fornitori di consulenza.
  2. Ad eccezione del supporto agronomico per la produzione di colture, nella regione manca la consulenza per la maggior parte dei settori agricoli. Questa lacuna informativa è colmata principalmente dalla consulenza tra pari o dalla formazione di gruppi informali o formali di agricoltori. In alcuni casi, gli attori di questi gruppi non sono legati all’agricoltura ma ad altri settori economici. È difficile convincere i consulenti delle entità tradizionali, come i sindacati e le associazioni degli agricoltori, a impegnarsi in iniziative innovative di gestione del territorio o nella pianificazione delle filiere alimentari locali. Non hanno la gamma diversificata di conoscenze e competenze tecniche necessarie, né le competenze trasversali per gestire gruppi di attori diversi.
  3. I Gruppi Operativi EIP-AGRI riuniscono attori provenienti da diverse professioni e settori della regione. Stanno mettendo in pratica la teoria dell’innovazione interattiva e possono essere utilizzati per sviluppare soluzioni più innovative per la futura gestione dei terreni comuni.